RADICI E IDENTITÀ

Il territorio
di Cento

Cento è una città d’arte con una storia millenaria, terra del Guercino, del Carnevale internazionale e di una straordinaria tradizione culturale nel cuore dell’Emilia-Romagna.

STORIA

Città di Cento

Il nome di Cento si riferisce alla centuriazione della Pianura Padana, l’opera di bonifica, deforestazione e suddivisone terriera realizzata dai Romani nel II secolo a.C. Il suo sviluppo, da piccolo borgo di pescatori sperduto nelle paludi a centro civico a forte vocazione agricola, è tutto collocato nei primi secoli dopo il Mille.

A quest’epoca di estese bonifiche risale la nascita della Partecipanza Agraria, l’Istituzione che ridistribuisce a cadenza ventennale i terreni fra i discendenti maschi delle famiglie che costituirono, nel XII secolo, il nucleo iniziale della comunità.

Nel 1502 Papa Alessandro VI la assegnò in dote alla figlia Lucrezia Borgia, promessa sposa al duca Alfonso I d’Este. Ritornata sotto il dominio della Santa Sede nel 1598, Cento visse nel 1600 e 1700 anni di grande splendore grazie al rinnovamento architettonico e alla fiorente vita culturale e artistica.

Fu questo il contesto in cui nacque e operò il grande pittore barocco Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. La conferma di tale rinascita avvenne nel 1754, quando Papa Benedetto XIV attribuì a Cento il rango di “città”.

PATRIMONIO ARTISTICO

Il Guercino,
figlio di Cento

Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino(Cento, 1591 – Bologna, 1666), è il più grande pittore barocco del Seicento italiano. Nato e cresciuto a Cento, le sue opere sono sparse per tutta la città e le sue frazioni: dalle tele della Chiesa di San Giorgio a Corporeno ai capolavori della Chiesa di San Sebastiano a Renazzo.

Il museo a lui dedicato, la Pinacoteca Civica, conserva molte delle sue opere più rappresentative e rappresenta una delle mete culturali più importanti dell’Emilia-Romagna.

1591–1666
Pittore barocco

✨Tradizione e spettacolo

Il Carnevale di Cento

Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie ad alcuni affreschi del Guercino, che nel 1615 raffigurò feste e manifestazioni nelle sue opere.

Negli inizi del 1900 nacque Tasi (Luigi Tasini), il personaggio simbolo del Carnevale centese, che doveva rappresentare la coscienza dei suoi concittadini.

Dal 1990 la manifestazione è diventata un evento folkloristico a livello internazionale, grazie al gemellaggio con il Carnevale di Rio de Janeiro, dove ogni anno sfila il carro vincitore dell’edizione precedente.

IL TERRITORIO

Le Frazioni di Cento

Ogni frazione racconta una storia di fede, arte e tradizioni radicate nel

 paesaggio emiliano

Alberone

Sorge sui terreni della Partecipanza Agraria. Il nome deriverebbe dalla parola latina "albaretuum" (luogo alberato, pioppeto). La Chiesa di Santa Maria del Salice fu costruita in forme neogotiche a partire dal 1899.

Buonacompra

Anticamente conosciuta col nome di Malacompra. La Chiesa di San Martino di Tours è documentata fin dal 1399 e conserva una tela attribuita a Bartolomeo Gennari, "La Madonna del Carmine".

Casumaro

Il nome deriverebbe da "casamari", il termine con cui si indicavano povere capanne dei contadini di valle. La Chiesa di San Lorenzo, fondata nel 1449, conserva opere di grande pregio tra cui una tela di Carlo Bononi (1608).

Corporeno

Il nome rivela lo stretto legame con il fiume Reno. La Chiesa di San Giorgio risale al Trecento e conserva opere del Guercino: "I Misteri del Rosario e Angeli".

XII Morelli

Il toponimo pare derivi da una misura agraria locale, il "morello" (dal greco "more": parcella, porzione). La Chiesa della Santissima Trinità, già esistente nel Settecento, fu ricostruita nel 1970.

Renazzo

Legato al corso del fiume Reno (da "Renaccio"). La Chiesa di San Sebastiano (XV sec.) conserva tre tele del periodo giovanile di Guercino, tra cui "Madonna con Bambino e i Santi Pancrazio e Chiara".

Reno Centese

Il nome richiama il corso del fiume Reno. La Chiesa di Sant'Anna sorse nel 1772 come semplice oratorio, poi eletta a parrocchiale a metà Ottocento.