INCONTRO CON CLEMENTE INGENITO

Ospite della serata una persona eccezionale. Clemente Ingenito originario di Roma, ora residente a Maranello, ha avuto una carriera veramente fuori dal comune. Appassionato di aerei fin da bambino, ha conseguito il brevetto da pilota giovanissimo, poi si è arruolato nella Marina Militare frequentando l’Accademia Navale di Livorno. Dopo aver vinto un concorso per ufficiali piloti, parte per gli Stati Uniti dove frequenta la scuola per piloti della Marina Americana. Scuola molto dura e selettiva che riesce a superare ed a diventare pilota degli aerei della marina, quelli che atterrano sulle portaerei (si dice “appontaggio”). Ci ha mostrato un video preso dalla cabina dell’aereo dove si vede dall’alto la portaerei piccolissima che si avvicina velocemente e poi viene centrata con precisione per l’atterraggio, nonostante il movimento della nave e del mare; veramente impressionante. Dopo l’esperienza americana è tornato in Italia ed ha svolto diverse missioni con la Marina Militare Italiana: nella guerra del Golfo, in Somalia, Albania e Kossovo. Attualmente è diventato pilota civile, comandante di Airbus per la compagnia ITA Airways. Si è anche laureato in psicologia.
E’ stato presidente del Rotary Club di Sassuolo, assistente del governatore ed attualmente è responsabile regionale e consigliere nazionale per il programma dello scambio giovani RYE. Ha svolto una relazione profonda e coinvolgente, mettendo in primo piano i valori che fanno crescere le persone, con particolare attenzione ai giovani. Ha evidenziato i valori del Rotary: l’amicizia, l’integrità, la diversità, la leadership, il service. Valori importanti da trasmettere soprattutto ai giovani. I giovani vanno coinvolti con esempi di vita e bisogna trovare il modo di “volare insieme”. Il mondo è fatto di instabilità, come lo è il movimento del mare, il movimento non si combatte, ma è un’informazione di cui tenere conto. Dobbiamo ricordare che non siamo soli, ma è il lavoro di squadra che ci permette di volare. Ha poi parlato del coraggio. Il coraggio nasce dalla responsabilità di sapere cosa si può fare, serve la preparazione e la conoscenza delle regole. Il coraggio non esclude la paura; diffidare di chi dice che non ha mai avuto paura. Il primo passo è un atto di fiducia, poi bisogna avere una squadra, non rimanere da soli ed occorre la capacità di “provare”. Importante è l’addestramento e fare esperienze. Ci ha raccontato di quanto fosse duro l’addestramento nella base americana, anche fatica fisica, come ad esempio nuotare per un miglio con addosso la tuta da pilota. E’ poi importante conoscere i propri limiti, che non vanno superati, ma che grazie all’esperienza si possono migliorare.
Il rischio maggiore per il pilota è quello di non capire cosa si sta facendo. E’ poi fondamentale la comunicazione con i piloti, è importante la voce ed anche il tono che si usa. La torre di controllo rimane un punto di riferimento importantissimo, è la guida fondamentale. Ci ha poi raccontato il valore del “debriefing“. Dopo ogni esercitazione od intervento, ci si trova tutti in una sala per discutere di come è stato svolto il lavoro. Questo non per colpevolizzare o criticare qualcuno, ma per discutere come imparare da quello che è successo e come possibilmente migliorare le prossime operazioni. Durante tutta la relazione ci ha mostrato bellissimi filmati con atterraggi, decolli e voli degli aerei sui quali ha lavorato.
Il nostro ospite ha anche molto insistito sull’importanza del programma di scambio giovani del Rotary, che permette ai partecipanti di crescere le proprie conoscenze, imparare le diversità e contribuisce a diffondere la pace fra i paesi.
Il relatore ha anche pubblicato 2 libri. “Piloti di sé stessi” e “Fly Buddy in volo con Balù”, di cui aveva portato diverse copie che sono andate a ruba! Il primo libro racconta in modo appassionante le sue esperienze di pilota, il secondo è un romanzo legato alle sue esperienze di vita.
Dopo i meritati applausi è seguito il dibattito, e tutti si sono complimentati col relatore ed hanno proposto di continuare a diffondere queste esperienze di vita e farle conoscere il più possibile, anche nelle scuole.